Come vivere le emozioni negative

Argomenti trattati da Francesco Carpano nel libro: “Stare bene con se stessi e con gli altri, Armando Editore, Roma 2005”

Come vincere le emozioni negative

Le emozioni sono l’espressione del modo di vivere le varie situazioni e di reagire alle medesime. Imparare a gestire le reazioni emotive quali l’aggressività, l’ostilità, il rifiuto, acquisire maggiore tolleranza alle frustrazioni, saper gestire l’ansia e lo stress può essere utile per star meglio con se stessi e con gli altri.

Ellis, uno psicologo americano, sostiene che le reazioni emotive negative e di rifiuto sono determinate non tanto dalla situazione di per sé, quanto dal modo di pensare del soggetto.

Provare una certa emozione più o meno intensa  o reagire in maniera ottimale, secondo questo studioso, dipende dal modo in cui interpretiamo gli eventi e col quale percepiamo la realtà. Per esempio, esaminiamo il comportamento indisponente di un alunno che entra in relazione con l’insegnante.

Questo atteggiamento è dovuto al sospetto di non essere accettato dall’insegnante per cui, l’alunno, pensando a ciò, sta male e reagisce emotivamente in modo negativo. Ciò che lo spinge a questa reazione non positiva è un pensiero che viene definito irrazionale o meglio privo di razionalità.

Sono irrazionali quei pensieri che non corrispondono alla realtà oggettiva (non è vero, infatti, che il professore non accetta l’alunno). Dobbiamo, allora, imparare ad eliminare questi pensieri o convinzioni irrazionali e così modificheremo le nostre reazioni emotive.

Questo modo di funzionare della nostra mente si può schematizzare secondo il modello ”ABC”.

A = fattore attivante che precede il comportamento o reazione negativa

B = pensiero irrazionale

C = emozione negativa o conseguenze comportamentali (es. ansia, depressione, ostilità, inadeguatezza).

Questo schema propone la seguente chiave di lettura:

la mia reazione negativa (C) che si verifica subito dopo un evento (A), è dovuta al mio modo irrazionale di pensare (B), cioè di interpretare il fatto che mi è capitato. Un altro esempio: Pierino, quando è interrogato, entra in ansia e balbetta, dimentica la lezione e arrossisce. Perché Pierino reagisce così? Perché pensa che se l’interrogazione dovesse andare male, farebbe una brutta figura e il prendere un brutto voto provocherebbe la disistima e la disapprovazione dei genitori. Pierino riesce ad eliminare questo problema quando si convince che non è la fine del mondo prendere un brutto voto e che egli rimane sempre un bravo ragazzo anche se l’interrogazione non va bene e che, perciò, l’insegnante e i genitori non perderanno la stima nei suoi confronti.

Ragionando in questo modo, si modifica il pensiero che, da irrazionale diventa razionale ossia realistico e oggettivo. Acquisendo questo nuovo modo di pensare ci si comporta in modo funzionale al nostro benessere prevenendo situazioni di disagio e imparando a  raggiungere gli obiettivi in altri campi d’interesse.

Per cambiare il tuo modo di percepire certe realtà e di reagire, potresti seguire i seguenti suggerimenti:

- impara ad essere consapevole delle tue sensazioni emotive e a distinguere, ad esempio, la preoccupazione dall’ansia, la rabbia dall’irritazione;

- cerca di osservare che alle stesse situazioni ognuno reagisce in modo differente provando emozioni diverse;

- se rifletti su alcune esperienze da te vissute, puoi constatare che le tue emozioni dipendono da quello che hai pensato in quel momento e subito dopo l’evento;

- cerca di trasformare i pensieri irrazionali, negativi, legati all’emozione negativa che ti ha procurato imbarazzo o disagio, in pensieri positivi, realistici, cioè adeguati alla realtà e non frutto della tua fantasia.

 

Le idee irrazionali e la R. E. T.

Secondo il sopraccitato psicologo americano, caposcuola di questo approccio psicologico mirato a conoscere e migliorare il comportamento umano, il pensiero dell’uomo è, spesso, di tipo primitivo, magico e superstizioso. L’emotività condiziona molto i nostri comportamenti; infatti, gli essere umani funzionano in modo interattivo anche rispetto alle emozioni; a sua volta, il modo di pensare influenza le emozioni e i comportamenti, le emozioni influenzano i comportamenti e questi ultimi influenzano le emozioni e i pensieri. Quindi, non è l’evento traumatico che è responsabile del disturbo o sintomo, ma l’idea (sbagliata) che si sviluppa di quell’ evento.

Questo approccio psicologico si richiama ad una scuola di pensiero denominata “ terapia razionale emotiva” perché consente di scegliere scopi utili. Essa ha radici nelle opere degli antichi stoici romani, Marc’Aurelio ed Epitteto. Questi sosteneva che gli uomini non sono angosciati dalle cose ma dalle opinioni che si fanno di esse.

Le idee irrazionali si fondano su assolutismi, dogmatismi e “doverizzazioni”; ad esempio quando usiamo spesso gli avverbi  “mai” e “sempre”  e il verbo “dovere”, stiamo pensando in modo irrazionale, guidati da un’idea irrazionale.

L’irrazionalità non corrisponde alla realtà, fa star male ed è controproducente. Le idee irrazionali si esprimono attraverso  “catastrofizzazioni”  degli eventi.

Un altro principio della R.E.T.  è che le idee irrazionali possono essere cambiate ( vedi “idee irrazionali di Ellis).

Le idee irrazionali

Le principali emozioni negative che l’uomo può provare quando non riesce a reagire in modo adeguato o quando non sta bene psicologicamente sono la depressione, l’ansia, l’ostilità,  l’autocommiserazione e l’inadeguatezza.

Questi stati d’animo derivano dalla bassa tolleranza alle frustrazioni. Ognuna di queste reazioni negative o stati d’animo scaturisce dal fatto di seguire alcune idee che Ellis definisce irrazionali o prive di razionalità in quanto non ci fanno star bene psicologicamente. Molte di esse hanno  origine dai modelli culturali.

Il primo gruppo di idee irrazionali si basa sulle “doverizzazioni” ossia sul bisogno che spinge tante persone a doversi comportare in un certo modo per non correre il rischio di essere rifiutati dagli altri e per essere amati, l’idea irrazionale che sottende questo comportamento è: “ io mi devo comportare bene con gli altri e devo avere la loro approvazione, altrimenti divento una persona indegna”. Non seguire queste idee può provocare depressione, senso d’inutilità e ansia.

Un’altra idea irrazionale che è riconducibile a questo gruppo è quella secondo la quale bisogna essere competenti e di successo per potersi considerare degni di valore.

Il secondo gruppo di idee irrazionali riguarda il comportamento che gli altri dovrebbero avere nei nostri confronti; se ciò non si verifica, il soggetto prova rabbia e ostilità nei confronti di queste persone. Gli stati d’animo prodotti da queste idee irrazionali sono la rabbia, l’ostilità e il risentimento. Le idee irrazionali di questo gruppo riguardano le persone che  si comportano in modo non desiderato da noi, “ sono scellerate e cattive e devono essere punite oppure sono da considerarsi sciocche  se si comportano in modo incompetente e quindi, sono perfetti idioti e dovrebbero vergognarsi di se stessi”.

In base a queste idee irrazionali, gli altri sarebbero i responsabili della nostra infelicità o insoddisfazione.

Questo modo di concepire i rapporti con gli altri, invece, sottende una sorta di dipendenza psicologica. In realtà, ci si lascia condizionare da ciò che gli altri dicono su di noi o fanno nei  nostri confronti.

Il terzo gruppo di idee irrazionali fa riferimento alla convinzione che “ è più facile evitare certe difficoltà e responsabilità piuttosto che affrontarle e che le cose devono andare come vogliamo noi perché abbiamo assoluto bisogno di avere ciò che desideriamo e, se non lo otteniamo, la vita diventa orribile”.

Queste idee mantengono una bassa tolleranza alle frustrazioni del soggetto che  non crescere psicologicamente e rimane rassegnato alla sofferenza, alla depressione, convinto che non è possibile cambiare certe convinzioni e alcuni comportamenti ad esse collegati.

Idee irrazionali

 

Da: A. Ellis, Reason and Emotion in Psychotherapy, Lyle Stuart, 1962

Traduzione italiana: Cesare De Silvestri

  1. L’idea che per un essere umano adulto è un’estrema necessità venire amato e approvato da tutte le persone significative del suo ambiente.
  2. L’idea che uno deve essere sempre competente, adeguato e di successo per potersi considerare degno di valore.
  3. L’idea che certe persone sono cattive, malvagie o scellerate, e che devono essere severamente condannata e punite per la loro cattiveria.
  4. L’idea che sia terribile e catastrofico se le cose non vanno come ci piacerebbe molto che andassero.
  5. L’idea che l’infelicità umana dipende da cause esterne e che le persone hanno poca capacità di controllare le proprie pene e i propri disturbi.
  6. L’idea che se qualcosa è o può essere pericolosa o paurosa, allora bisogna preoccuparsene enormemente e continuare a pensare alla possibilità che succeda.
  7. L’idea che è più facile evitare certe difficoltà e certe responsabilità piuttosto che affrontarle.
  8. L’idea che si deve dipendere dagli altri, e che c’è bisogno di qualcuno più forte a cui affidarsi.
  9. L’idea che la storia passata di un individuo sia una caratteristica assoluta del suo comportamento attuale, e che se qualcosa per una volta nel passato ha fortemente influenzato la sua vita, allora deve continuare per sempre ad avere lo stesso effetto.

    10.    L’idea che bisogna prendersela molto per i problemi e i disturbi delle altre persone.

    11.    L’’idea che esiste sempre ed invariabilmente una soluzione giusta, precisa e perfetta

             per qualsiasi problema umano, e che è una catastrofe se questa soluzione perfetta

             non si trova.

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