Carta dei servizi

 ASSOCIAZIONE “CITTA’ RINASCITA”

Via di Villa Ortisi, 60

96100   SIRACUSA

Ente Ausiliario Reg. Sicilia (D.A. n. 26433 del 22/09/98)

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CARTA DEI SERVIZI

Principi generali e obiettivi della Comunità Terapeutica “Rinascita”

Finalità e scopo della carta dei servizi

 La presente carta dei servizi intende essere uno strumento che regola il rapporto tra utente ed associazione. Costituisce inoltre uno strumento a tutela dello stesso utente. Il suo scopo principale è  quello di informare, dando all’utenza reale e potenziale la possibilità di sviluppare il senso di appartenenza alla struttura. La presente Carta dei Servizi viene aggiornata con cadenza annuale.

 Modalita’ di utilizzo e diffusione del documento

Le fasi di diffusione della carta sono le seguenti:

Consegna del documento al momento del primo contatto dell’utente con la struttura;

Distribuzione ai parenti degli ospiti;

Invio del documento a tutti gli Enti Territoriali,  S.E.R.T. e  ASL di appartenenza degli utenti e le Associazioni di volontariato del territorio;

Disponibilità del documento presso il Responsabile delle relazioni con il pubblico.

Chi siamo

Progetto Rinascita ha inizio nel 1980, ma è nel Febbraio del 1983 che viene aperta la Comunità Terapeutica “Rinascita’83” per il recupero e la riabilitazione dei tossicodipendenti.

Nel 1995 viene costituita l’Associazione  “Città Rinascita” che, in continuità, gestisce la Comunità Terapeutica “Rinascita”.

L’Associazione è organizzata in Unità Operative, individuate con delibera dal consiglio direttivo che provvede all’assegnazione degli operatori e di un responsabile per ciascuna U.O.

Le U.O. perseguono gli scopi specificati nell’atto costitutivo e nello statuto.

L’Associazione è apolitica e non ha scopi di lucro.

Scopi dell’associazione

Scopo dell’Associazione è fornire a tutti i cittadini  e a tutti gli stranieri, condimora in Italia,i seguenti servizi:

  • Ø Prevenzione del disagio psico-sociale, cura, riabilitazione, assistenza e reinserimento delle persone che fanno uso, non terapeutico, di sostanze stupefacenti o psicotrope o di alcol;
  • Ø Attuare ogni opportuna iniziativa al recupero sociale degli assistiti, interessando in via prioritaria per quanto è possibile la famiglia;
  • Ø Fornire le prestazioni demandate ai servizi per i tossicodipendenti ed alcoldipendenti, di cui al D.P.R. 309/90 e successive modifiche ed integrazioni e secondo le modalità determinate dalla Giunta regionale della Sicilia, ai sensi della Legge regionale 21/Agosto/1984 n.64 e successive modifiche ed integrazioni, operando per l’attuazione del Programma terapeutico-riabilitativo, di cui all’art.122 del precitato D.P.R. 309/90;
  • Ø Realizzare attività di prevenzione e di educazione alla salute, in particolare:

a)   studio ed individuazione dei fattori e situazioni a rischio ed analisi della situazione socio-ambientale, con particolare riferimento alla condizione giovanile e della famiglia;

b)  azione preventiva, finalizzata a garantire l’acquisizione ed il mantenimento dell’autodeterminazione e dell’autorealizzazione della persona,garantendo l’equilibrio della sfera cognitiva, affettivo relazionale e psicomotoria,anche attraverso opuscoli e manifesti, materiale documentario e biografico, sussidi audiovisivi preparati con particolare attenzione, al fine di predisporre strumenti informativi aggiornati e caratterizzati dalla semplicità e chiarezza degli elementi qualificanti l’informazione;

  • Ø Progettare ed eseguire interventi di prevenzione su gruppi a rischio o su comunità;
  • Ø Svolgere indagini sulla situazione rappresentata sul portatore delle domande d’aiuto o di consulenza, sia esso tossicodipendente, alcolista, genitore, amico, coniuge, datore di lavoro o collega di lavoro, insegnante;
  • Ø Curare il raccordo con le prestazioni effettuate dagli altri servizi, privati e pubblici;
  • Ø Realizzare interventi utili a favorire il reinserimento sociale, scolastico e lavorativo anche mediante la conduzione di attività agricole, artigianali, turistiche, agrituristiche e di servizi vari, promuovendo al riguardo, anche la costituzione di cooperative sociali;
  • Ø Realizzare attività sul sistema socio-familiare, di cui, la persona in difficoltà fa parte, attraverso gruppi di genitori, coppie, coetanei, compagni di scuola  e di giochi, di insegnanti e di quanti altri ne facciano richiesta;
  • Ø Costituire comunità terapeutiche residenziali e/o diurne per la terapia ed il reinserimento dei tossicodipendenti, minori e adulti, e alcoldipendenti minori e adulti;
  • Ø Favorire, ove ne sussistano le condizioni, l’inserimento, tra gli operatori delle comunità terapeutiche anzidette, di ex tossicodipendenti o ex alcolisti, che abbiano ultimato il loro programma terapeutico o riabilitativo o che dimostrino particolari attitudini allo svolgimento di attività di prevenzione e riabilitazione;
  • Ø Costituire case-famiglia di prima accoglienza e/o di accoglienza temporanea o permanente per handicappati lievi, per minori a rischio e in affidamento da parte delle autorità giudiziarie;
  • Ø Costituire comunità terapeutiche per nevrotici, depressi e disturbati nel comportamento;
  • Ø Realizzare interventi culturali, sociali, per l’impiego costruttivo del tempo libero per giovani, famiglie, anziani e attività di carattere culturale, ricreativo, scientifico per la formazione permanente dei giovani, degli adulti, degli anziani al fine di contribuire alla promozione umana, nonché alla crescita e allo sviluppo della persona;
  • Ø Approntare servizi di assistenza anche domiciliari e curare la gestione o creazione di centri diurni, residenziali o semiresidenziali anche temporanei e di incontro e di case-famiglia e/o alloggio per persone anziane e autosufficienti, semisufficienti  e inabili;
  • Ø Istituzione e/o gestione di equipe multidisciplinari per attività richieste da enti pubblici e privati.

Inoltre, ai fini del conseguimento delle finalità, l’ Ass. può stipulare   convenzioni con gli enti locali, le UU.SS.LL. e le autorità regionali e governative competenti.

In atto l’Associazione e’ iscritta all’Albo regionale degli Enti Ausiliari della Regione Sicilia ed è convenzionata col Serv.Sanitario Nazionale.

Principi generali

I servizi dell’Associazione, gestiti autonomamente o in regime di accreditamento o di convenzionamento, sono organizzati e gestiti in maniera da garantire sempre agli utenti:

- Accurata valutazione delle richieste e dei bisogni;

- Esaustiva informazione sul servizio e sui risultati attesi;

- Condivisione e partecipazione;

- Personalizzazione degli interventi;

- Valorizzazione e sostegno del ruolo della famiglia;

- Rispetto della dignità e della privacy;

- Rilascio scritto del consenso informato, liberamente espresso;

- Affidamento a personale qualificato, abilitato,aggiornato e motivato;

- Approcci,metodiche e strategie sicure, validate ed efficaci;

- Condizioni di sicurezza e rispetto delle normative vigenti;

- Collaborazione e sinergie con le risorse istituzionali, culturali e professionali.

Standard di qualità, impegni e programma

Gli operatori dell’Associazione si impegnano al raggiungimento degli standard di qualità che, per definizione, sono un processo dinamico di miglioramento continuo e graduale della qualità.

Gli indicatori e gli standard vanno osservati, applicati e documentati in maniera puntuale.

L’Associazione ha individuato in via prioritaria i seguenti fattori della qualità su cui fissare i relativi standard:

  • Applicazione di metodologie terapeutiche su base scientifica;
  • Umanizzazione e personalizzazione degli interventi;
  • Efficacia ed efficienza dei servizi alla persona;
  • Diritto all’informazione e alla partecipazione;
  • Obblighi relativi alla sicurezza ed igiene sui luoghi di lavoro;
  • Formazione ed aggiornamento del personale.

 U.O. Comunità  “Rinascita”

 Cos’è la Comunità Rinascita

 La Comunità Rinascita  è la prima struttura in Sicilia e tra le prime del sud Italia ad occuparsi di dipendenze patologiche.

Operiamo da ventiquattro anni ed abbiamo cambiato più volte il nostro modello teorico di riferimento. Partendo dalle esperienze del Day Top americano e di Phoenix House di Londra con cui ci gemellammo all’inizio, siamo passati negli anni ad in approccio più clinico, basandoci sulle metodiche cognitivo-comportamentali ed in particolare sulla R.E.B.T di Ellis.

Sul tema delle dipendenze la letteratura scientifica dell’epoca forniva ben poco.

Per questo Rinascita ha fondato un modello di ispirazione cognitivista che ha caratteristiche autoctone e costituisce un riferimento per le scuole di specializzazione italiane in psicoterapia cognitiva.

Rinascita lavora con un metodo che si automonitorizza costantemente secondo un approccio a tre punte di intervento. Quella individuale, quella gruppale e il trattamento delle famiglie in concomitanza col percorso residenziale.

Il nostro metodo prevede un Follow-Up che prevede una verifica dei soggetti dimessi a uno, tre, cinque e fino a dieci anni e la nostra percentuale di mantenimento dei successi è del 69,45%.

Questo è un  dato oggettivo e che tiene conto del fatto che Rinascita è specializzata nel trattamento delle recidive e della comorbilità, affinando tecniche quali il problem solving, le abilità sociali, la confutazione delle idee irrazionali, l’espressività emozionale, l’alternativa alla risposta compulsiva e ciò che costituisce l’impianto teoretico della modificazione del modo di pensare e, perciò, di comportarsi nella vita.

Sede e struttura

La Comunità è ospitata in locali, ceduti in comodato d’uso dal Comune di Siracusa, che insistono in un’aerea di circa 3000 mq limitrofi ad una scuola elementare e al parco di uno degli Ospedali della Città. Per gli ospiti sono a disposizione stanze da due-tre posti letto con annessi servizi igienici completi. La Comunità è dotata di cucina, stanza da pranzo, dispensa,  lavanderia e zone ricreative. E’ annessa un’antica Chiesa, oggi sconsacrata, adibita a locali di terapia ed incontri e seminari. Ed ancora di un ampio giardino, utilizzato per attività lavorative. La Comunità è in possesso di tutti gli standard gestionali e strutturali previsti dalle normative Nazionali e Regionali in vigore in tema di strutture socio-sanitarie. E’ una struttura residenziale e, pertanto, aperta tutto l’anno.

Accesso alla struttura

 La Comunità Rinascita è ubicata in Via di Villa Ortisi, 60 in Siracusa:


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Come si arriva

In auto:

Da Catania percorrendo la SS.114 in direzione Siracusa, con uscita per SR Nord e proseguendo per Viale Scala Greca (vedi mappa)

Aeroporto più vicino:

Catania

Il servizio amministrativo è a disposizione  dal lunedì al venerdì dalle ore 8.30 alle ore 13.00.

Per le informazione sulle modalità di accesso, sulla tipologia del programma, sulle eventuali liste d’attesa, è possibile telefonare tutti i giorni dalle 8.00 alle 20.00 presso la stessa struttura.

 Associazione “Città Rinascita” – Comunità Terapeutica “Rinascita”

Via di Villa Ortisi, nr. 60 – 96100 Siracusa

Telef. : 0931/750100

Fax    : 0931/493997

e-mail:  cittarinascita@tin.it

www.comunitarinascita.it

Convenzione con l’Ente inviante        

L’inserimento dei soggetti in Comunità è subordinato alla stipula di una convenzione tra l’Associazione e l’Ente inviante ( ASL di residenza). Non vengono stipulate convenzioni con persone fisiche. L’inserimento in comunità può avvenire anche attraverso un accesso diretto da parte dell’utente con onere equivalente al costo della retta a suo carico. L’onere della retta si riferisce a quello corrispondente alla categoria B delle strutture per la riabilitazione dei soggetti tossicodipendenti di cui al D.A. 06/12/2005

Ammissione in Comunità

Il protocollo di ammissione in Comunità prevede che la richiesta di inserimento debba essere presentata all’Associazione Città Rinascita dall’Ente inviante con il quale verrà stipulata apposita convenzione che regola i rapporti reciproci. La richiesta di inserimento deve essere accompagnata da dettagliata relazione quest’anamnesi e sanitaria.

 Procedure d’ingresso in comunità

  • Vengono controllati gli indumenti che indossa il residente, i bagagli e gli effetti personali. Gli effetti personali e gli  indumenti ritenuti non idonei vengono trattenuti in custodia dallo Staff e verranno restituiti al momento della fuoriuscita.
  • Colloquio terapeutico di ingresso con il responsabile della struttura. Si delineano il quadro clinico e gli obiettivi.
  • L’utente viene affiancato da un residente responsabilizzato per il tutoraggio.
  • L’utente viene presentato al gruppo dei pari e inserito in un gruppo più ristretto per le mansioni lavorative a cui è assegnato.
  • Lo Staff prende in custodia e gestisce il piano farmacologico e la somministrazione dei farmaci con cui il residente entra in Comunità.
  • Per ogni residente si crea e custodisce, secondo le norme vigenti sulla privacy, una cartella clinica all’interno della quale vengono inseriti documenti di vario tipo, gli atti giudiziari, le richieste dei  residenti, la posta in entrata e in uscita, i test clinici, le relazioni tecniche.
  • Viene istituita anche una cartella sanitaria con una scheda anamnestica effettuata dal medico curante al momento dell’ingresso, gli esami di ingresso e gli accertamenti clinici effettuati nel corso del programma.

 Procedura in caso di abbandono della struttura

  • Il residente comunica direttamente all’operatore la decisione di voler andar via.
  • Dopo un breve colloquio, nel corso del quale si individuano le cause di questa decisione e si prospettano le conseguenze della stessa, cercando di far ragionare il residente, questi viene mandato in stanza terapia a riflettere sugli spunti fornitigli (la durata varia a seconda del soggetto e dello stato emotivo del momento – min. 15m./ max 45m.).
  • Durante questo periodo allertare i residenti anziani per l’eventuale confronto.
  • Dopo il periodo di riflessione, il residente viene ricontattato dall’operatore ed, in caso di conferma della decisione di andar via, dopo avergli risottolineato le conseguenze del suo gesto, viene rimandato in stanza terapia per il tempo occorrente a riunire i residenti anziani, preannunciandogli il confronto che farà.
  • Il residente effettua il confronto, presente l’operatore che guida gli interventi, spiegando le sue motivazioni al gruppo che lo confronta. Alla fine degli interventi l’operatore chiede al residente qual è la sua decisione (può, se ritiene, dargli ulteriore tempo per elaborare la sua scelta alla luce dei nuovi spunti emersi dal confronto – max 15m.)
  • In caso di riconferma della decisione di voler abbandonare la comunità, dare immediata disposizione di preparare i bagagli del residente. Contattare la famiglia informandola della decisione del soggetto(qualora lo ritenga opportuno l’operatore può permettere ai familiari di parlargli telefonicamente). Preparare i documenti personali del soggetto (Carta d’identità e/o patente, codice fiscale, libretto sanitario) e compilare la ricevuta in doppia copia dell’avvenuta consegna di bagagli e documenti.
  • Al momento della fuoriuscita non fornirgli soldi (nel caso la famiglia ne facesse richiesta, provvedere all’acquisto del biglietto del mezzo di trasporto)e trattenere in comunità tutti gli oggetti personali del soggetto che abbiano considerevole valore commerciale.
  • Nel caso che il residente sia sottoposto a misure restrittive, effettuare immediata comunicazione della sua fuoriuscita alla Questura (fonogramma o fax).
  • Comunicare l’indomani, nel caso la fuoriuscita avvenga nelle ore post-meridiane, dell’abbandono alla A.S.L. competente per territorio. Nel caso di residente dell’ A.S.L. siracusana, comunicare al Responsabile del Servizio Medicina di Base e al Sert.

Protocollo terapeutico

Il programma è strutturato in tre fasi della durata complessiva di circa 24 mesi:

FASE 1

Dura circa 12 mesi. Dopo un primo periodo di “ambientamento” in cui il residente, con adeguati sostegni, viene introdotto nella dimensione comunitaria, ha inizio il lavoro su sé stessi in termini di conoscenza delle proprie difficoltà attraverso la sperimentazione delle stesse nella quotidianità comunitaria. Successivamente tutto il lavoro è finalizzato all’acquisizione di nuovi valori in riferimento ad un nuovo stile di vita, alla conoscenza e alla gestione di sé, all’acquisizione di abilità sociali e di modelli internazionali soddisfacenti ed adeguati ad ogni singolo soggetto. Alla fine di questa fase, il residente inizia a verificare, attraverso rapporti guidati con l’esterno, il grado di reale interiorizzazione delle acquisizioni fatte.

FASE 2

Dura circa 5 mesi. E’ un importante momento di verifica con l’esterno che si attua in condizioni di parziale autonomia. I residenti operano all’interno della Comunità affiancando gli operatori secondo delle turnazioni giornaliere:Possono quindi uscire e svolgere attività sportive,di volontariato e, comunque, di socializzazione. L’aggancio con la Comunità rimane ed è  funzionale ad un ulteriore lavoro del residente su sé stesso in riferimento alla capacità di gestirsi in un’ottica di autonomia personale.

FASE 3

Dura circa 3 mesi. Il residente sperimenta con maggiore autonomia le sue acquisizioni e la sua capacità di vivere e rapportarsi agli altri. E’ la fase del reinserimento lavorativo e dell’importante verifica della capacità di gestione della responsabilità e della gestione economica e relazionale.

FOLLOW-UP

Follow-up diacronico per circa due anni dalla conclusione del programma. I residenti effettuano delle verifiche periodiche per il sostegno al reinserimento. Successivamente vengono contattati per verificare gli obiettivi raggiunti.

Rispetto al protocollo del programma,la durata dei tempi definitivi è ovviamente indicativa in  quanto ogni residente è un individuo a sé con le sue problematiche,le sue difficoltà e,soprattutto,con i suoi specifici tempi di crescita.

Modello terapeutico

modello terapeutico

          Giornata tipo in Comunità

Ore           07.00                sveglia

Ore           07.30                colazione

Ore           08.00                Lavori pulizia casa

Ore           08.20                come stai

Ore           08.55                inizio lavori dipartimento

Ore           12.50                fine lavori mattina

Ore           13.10                pranzo

Ore           13.45-14.50       pausa

Ore           15.00                ripresa lavori dipartimentali

Ore           16.50                fine lavori

Ore           17.15                merenda

Ore           17.30                docce-lavori di manutenzione casa

Ore           19.00                verifica

Ore           19.15                pausa

Ore           19.45                telegiornale

Ore           20.15                cena

Ore           21.00                pulizia cucina

Ore           21.30                pausa

Ore           23.00                fine giornata

Quando c’è ginnastica l’orario pomeridiano subisce il seguente cambiamento

Ore            16.15                        fine lavori

Ore           16.30-17.15          ginnastica

Ore           17.30                        merenda

Regolamento Comunitario

Il programma terapeutico è strutturato in tre fase: FASE 1, FASE 2, FASE 3.

Fase 1 prevede un periodo di AMBIENTAMENTO che dura 7 giorni, un secondo INIZIAZIONE della durata di un mese, un terzo periodo GRUPPO e un quarto periodo infine chiamato INTERFASE. Al momento dell’ingresso in Comunità, il residente perde tutti i suoi effetti personali (soldi, documenti, orologio ecc.) e viene immediatamente informato dal copodipartimento a cui è affidato, sulle regole, sugli orari e sulla organizzazione lavorativa e gerarchica della comunità. Particolare risalto viene dato, nell’informare il nuovo entrato, a due regole fondamentali della comunità, la violazione delle quali può prevedere l’immediata espulsione dalla struttura: divieto di ogni tipo di violenza fisica e divieto assoluto di rapporti sessuali all’interno della struttura. Al nuovo residente vengono fornite le sigarette nella musura di 10 al giorno; solo in interfase, momento in cui inizierà a percepire una somma settimanale, l’acquisto delle sigarette sarà a carico del residente stesso. Fino all’ingresso nella FASE DI GRUPPO, il residente non ha alcun contatto con l’esterno: solo successivamente a tale posizione, acquisita dopo un mese dl suo ingresso in comunità, il residente esce una volta la settimana in gruppo. Quindi successivamente all’acquisizione del ruolo di anziano (metà circa della fase di GRUPPO) il residente esce insieme con gli altri anziani e con un residente di 2ª fase responsabile dell’uscita, anche il sabato pomeriggio. Quando il residente si trova in interfase, oltre all’uscita del sabato che effettua da solo, se ne aggiunge un’altra infrasettimanale della durata di 2 ore; rimane di gruppo l’uscita della domenica. Solo nella seconda fase il residente può uscire liberamente fino alle 22.00; questo orario di rientro viene raggiunto gradualmente (21.30-22.00-22.30) attraverso richiesta allo staff. Anche i contatti epistolari avvengono, per tutta la prima fase del programma, in momenti istituzionalizzati (presente l’operatore vengono lette in gruppo sia le lettere in arrivo che quelle in partenza) e solo dopo una selezione da parte dello staff. L’uso del telefono è un privilegio che il residente acquista in interfase, periodo in cui può solo ricevere telefonate, presente l’operatore, due volte la settimana in orari stabiliti da parte di familiari e di amici; anche in questo ultimo caso le telefonate vengono precedentemente selezionate dalla staff. In seconda fase il residente può liberamente effettuare telefonate, ma deve segnalarle su un apposito registro specificando l’ora e il destinatario, quando le effettua dalla comunità, e riferirle allo staff (attraverso il diario quotidiano che presenta agli operatori e dove relaziona tutto ciò che riguarda le uscite e i suoi contatti più generali con l’esterno) quando le effettua fuori dalla comunità. L’incontro con i familiari avviene per la prima volta all’interno della comunità nel corso della VISITA GENITORI, momento istituzionalizzato con cadenza periodica, dopo due mesi dall’ingresso del residente in comunità. Successivamente al ruolo di “anziano” e attraverso richiesta scritta, il residente potrà oltre al momento comunitario, incontrarsi con i familiari all’esterno della struttura per la durata del pranzo. Solo in seconda fase sono previste due verifiche a casa della durata di 5 giorni la prima che avviene generalmente dopo 3 mesi dall’ingresso in fase 2 e di 10 giorni la seconda (un mese prima circa il passaggio in fase 3). L’orologio, i documenti e gli altri effetti personali vengono “riconquistati” dal residente in parallelo al suo personale cammino di crescita.

Per ciò che riguarda la gestione economica, il residente comincerà in interfase a percepire la somma di € 7,80, quindi in seconda fase percepirà una paga settimanale di € 13,00 per le sue spese personali e solo in fase 3 avrà una gestione economica autonoma. Ruoli, posizioni, privilegi vengono richiesti per iscritto allo staff che li concede o meno motivatamente, sempre in stretta relazione al lavoro terapeutico personale svolto dal residente.

Rapporti del residente con la famiglia:

  • Sin dall’ingresso il residente può intrattenere rapporti epistolari con i congiunti.
  • Dal secondo mese di permanenza il residente inizia a ricevere visite bimestrali dei congiunti.
  • Dal quarto mese di permanenza può avere dei contatti telefonici mensili con i congiunti in presenza dello Staff, mentre dall’ interfase può ricevere telefonate settimanali. Dalla II Fase in poi i contatti con la famiglia possono avere una maggiore frequenza.
  • Dal quinto mese in poi, previa richiesta ed approvazione da parte dello Staff, il residente potrà uscire nelle visite di protocollo a pranzo con i congiunti.
  • Settimanalmente le famiglie possono richiedere allo Staff informazioni sui propri congiunti.
  • Ogni mese è fissato un incontro di gruppo per la terapia delle famiglie.
  • Propedeuticamente alla visita bimestrale in Comunità, le famiglie partecipano nella stessa struttura ad un seminario condotto dai terapeuti sui temi inerenti la terapia dei loro congiunti.
  • E’ incentivata la collaborazione, che comprende scambi di notizie pertinenti il residente, delle famiglie con lo Staff al fine di un esito positivo del programma terapeutico.

                          Rapporti della famiglia con la struttura:

                           Strumenti terapeutici:

  • “Come stai”, verifica giornaliera di gruppo sullo stato d’animo e puntualizzazione degli obiettivi personali.
  • Verifica serale, si accerta l’aderenza agli obiettivi dati nel corso del “Come stai”.
  • Colloqui individuali di approfondimento richiesti dal Residente rispetto ai personali obiettivi e tematiche.
  • Colloquio psicologico-clinico.
  • Gruppi

a) gruppo di confronto: il residente, su indicazione dello Staff o su richiesta personale, si confronta rispetto agli obiettivi e alle tematiche personali;

b) gruppo emozionale: il residente esprime i propri bisogni affettivi;

c) attraverso lo studio e l’approfondimento di passi di abilità sociali ed emozionali, si pone l’obiettivo di migliorare l’adattamento individuale e relazionale del soggetto.

  • Metodo REBT, esercizi di confutazione di idee razionali.
  • Time-Out, momento di riflessione e di verifica sugli obiettivi raggiunti nel passaggio da una fase ad un’altra del Programma.
  • Confronti singoli, consistono nel confronto esperenziale tra i residenti.

 Terapia delle famiglie

Quando il soggetto inizia il programma terapeutico, i genitori sono inviatati a seguire la terapia delle famiglie mediante la partecipazione ai gruppi che si tengono sia a Siracusa che nelle sedi dei Centri che hanno inviato da altre città i nostri utenti.

Inoltre mensilmente viene offerto alle famiglie un ulteriore stimolo alla crescita attraverso trainings mirati ad una migliore gestione di se stessi e delle relazioni interpersonali (assertività, abilità sociali, etc.) e attività seminariali che hanno lo scopo di far conoscere più approfonditamente la terapia dei residenti nonchè di rafforzare la motivazione al processo terapeutico personale.

Ai genitori viene consegnata una guida per fare loro conoscere il programma di terapia delle famiglie nonchè per stimolare e facilitare il perseguimento di obiettivi inerenti la crescita nella dimensione personale, di partner e di educatore. La finalità è quella di tentare di promuovere una esperienza di cambiamento parallelamente a quella del figlio.

La comunanza e l’affinità delle esperienze, l’atteggiamento di umiltà e di ascolto, in un clima di solidarietà, facilitano la comunicazione del vissuto nonchè delle difficoltà incontrate, non ultime quelle intrise di sofferenza e di disagio, riguardante il difficile rapporto con il figlio.

Così i vari problemi liberi da facili ma inutili colpevolizzazioni e vittimismi di maniera, si prestano ad essere analizzati più serenamente.

In conclusione la terapia delle famiglie vuole essere un’esperienza di crescita, consapevolezza e gestione dei vari ruoli della persona all’interno del sistema familiare.

Obiettivi della terapia delle famiglie

A) Entrare nello spirito della terapia

  1. Accettazione esperienza tossicomania dei figlio:
  2. Rispetto delle regole della Comunità;
  3. Avere un buon rapporto con gli operatori;
  4. Conoscere il programma terapeutico delta Comunità;
  5. Mostrare disponibilità e solidarietà aiutando gli altri genitori ad entrare nello spirito della terapia;
  6. Collaborare con gli operatori nel non prendere iniziativa nei confronti del figlio senza averne discusso con gli stessi.

B) Rapporto con il figlio

  1. Analisi degli errori educativi;
  2. Atteggiamento di umiltà;
  3. Rapporto chiaro e trasparente;
  4. Atteggiamento di ascolto;
  5. Evitare di esprimere giudizi nei suoi confronti;
  6. Esprimere sentimenti ed emozioni:
  7. Approfondire la conoscenza della personalità del figlio verificandola con gli operatori e i terapeuti;
  8. Aprirsi emotivamente ed affettivamente;
  9. Apprezzare i risultati raggiunti dal figlio;
  10. Incoraggiare l’autonomia e l’indipendenza del figlio dalla famiglia.

C) Rapporto con il partner

  1. Dimostrare interesse per il partner (stima, rispetto e amore);
  2.   Dedicare più tempo alla vita di coppia;
  3. Ridefinire i ruoli e i compiti di ciascuno nel contesto di una partecipazione più fattiva nel menage;
  4. Chiedere aiuto e confrontarsi.

D) Crescita personale

  1. Accettazione dell’esperienza tossicomania del figlio;
  2. Fare un “bilancio” sul proprio progetto di crescita;
  3. Analizzare i propri pregi e difetti;
  4. Rilanciare il proprio progetto su nuove basi (egoismo maturo):
  5. Rivedere il rapporto con gli altri familiari.

Abilità da acquisire o perfezionare

  1. Fare propria la Filosofia della Comunità che si ispira ai valori sani, alla trasparenza nei rapporti, all’onestà etc.;
  2. Comunicare con chiarezza, senza sotterfugi e messaggi ambigui;
  3. Ridefinirsi come persona, partner e genitore.
  4. Esprimere sentimenti ed emozioni;
  5. Confrontarsi con gli altri (con il gruppo e con i familiari);
  6. Migliorare la capacità di ascolto e di immedesimarsi (empatia) nell’altro;
  7. Non avere imbarazzo ad esprimere le proprie debolezze e chiedere aiuto;
  8. Avere comprensione e rispetto per le idee, gli atteggiamenti e i comportamenti degli altri;
  9. Fare partecipi i familiari della propria vita (vissuto, difficoltà, frustrazioni, soddisfazioni, etc.);
  10. Avere più attenzioni per se stesso e per il partner.

Programma terapeutico – terapia familiare

(Gli obiettivi distinti per ogni fase)


I1 programma terapeutico può essere suddiviso in tre fasi. Alla fine di ciascuna fase il soggetto­

dovrebbe aver raggiunto taluni obiettivi che nelle fasi successive saranno consolidati e assimilati a livelli superiori.

1° Fase (6°-8° mese)

A) Entrare nello spirito della terapia

1)   Accettazione dell’esperienza tossicomania del figlio.

2)    Rispetto delle regole.

3)   Conoscenza della vita in Comunità.

4)   Avere fiducia nello staff.

5)   Seguire i suggerimenti e le indicazioni degli operatori.

6)   Non prendere iniziative senza averne discusso con gli operatori.

B) Rapporto con il figlio

  1. Vivere senza eccessive ansie il distacco dal figlio.
  2. Analisi degli errori educativi.
  3. Non trattare il figlio come un bambino.
  4. Nel rapporto con lui essere chiari, schietti, spontanei ed esprimere i sentimenti.

C) Rapporto con il partner

  1. Rivedere l’aspetto organizzativo della vita di coppia.
  2. Dedicare più tempo alla vita di coppia.
  3. Dimostrare maggiore disponibilità.
  4. Valorizzare le qualità del partner.

D)       Crescita personale

  1. Nell’elaborazione dell’esperienza tossicomania evitare di autocolpevolizzarsi.
  1. Analizzare i propri pregi e difetti,
  1. Mettersi in discussione

2°  Fase ( 9°- 16° mese )

A) Entrare nello spirito della terapia

  1. Prima di prendere iniziativa nei confronti del figlio chiedersi se è utile o meno e parlarne con co staff.
  2. Analizzare i sentimenti nei confronti degli operatori.
  3. Conoscere il programma terapeutico nelle linee più importanti.

B) Rapporto con il figlio

  1. Imparare ad ascoltare.
  2. Evitare di giudicare i comportamenti del figlio.
  3. Conoscere i problemi psicologici più importanti del figlio.
  4. Prepararsi al confronto con il figlio.

C) Rapporto con il partner

  1. Analizzare il rapporto e ammettere i propri errori.
  2. Esprimere sentimenti ed emozioni.
  3. Collaborare con il partner nell’impegno terapeutico.

E) Crescita personale

  1. Avere maggiore cura di se stessi, coltivare interessi, etc.
  2. Dare più attenzioni agli altri familiari.
  3. Chiedere aiuto per risolvere i propri problemi e potenziare l’io.

3° Fase (17°-22° mese)

A) Entrare nello spirito della terapia

  1. Proporsi come modello per gli altri genitori che iniziano il programma.
  2. Testimoniare la propria esperienza e aiutare i genitori che non hanno risolto il problema della tossicodipendenza.

B) Rapporto con il figlio

  1. Prepararsi a rispettare le scelte del figlio.
  2. Rapporto più maturo senza particolariattaccamenti e dipendenze.

Regole del gruppo genitori

  • Rispettare l’impegno della terapia di gruppo e presentarsi in orario;
  • Non riportare le notizie apprese nel gruppo della terapia delle

        famiglie, in altri momenti comunitari o in altre circostanze;

  • Non sollecitare il figlio a trasgredire qualche regola;
  • Non riferire, nell’ambito dei momenti comunitari, notizie apprese

        all’esterno;

  • Non è consentito prendere iniziative di alcune genere se non concordate o autorizzate     dagli operatori;
  • Nel rapporto con il figlio evitare comportamenti e atteggiamenti incoerenti e difformi da    quanto viene comunicato;
  • Evitare gli incontri con il figlio al di fuori delle visite previste o autorizzate dagli operatori;
  • Non discutere con il figlio di argomenti sconsigliati dallo staff;
  • Non nascondere al gruppo le eventuali infrazioni del presente regolamento;
  • Evitare atteggiamenti o comportamenti di ipocrisia, reticenza sia nel gruppo di terapia che al di fuori di esso.

        Chi infrange una delle suddette regole è tenuto a comunicarlo al gruppo che dopo aver discusso serenamente in merito, adotterà gli opportuni provvedimenti.

U.O. Accoglienza

UNITA’ DI ACCOGLIENZA E ORIENTAMENTO PROTOCOLLO TERAPEUTICO

L’accoglienza è un servizio propedeutico al programma socio-riabilitativo ed ha l’obiettivo di preparare l’utente all’esperienza comunitaria, facilitare una scelta consapevole e responsabile, consolidare la motivazione, definire il progetto terapeutico e orientare il soggetto a percorsi alternativi.

Ha la durata di otto-dieci giorni e si svolge nella struttura comunitaria in regime semiresidenziale, dalle ore 8.00 alle ore 17.00. Lo staff è composto dal responsabile dell’unità, psicologo e psicoterapeuta e da un operatore dell’Associazione.

Primo approccio. Il primo contatto con il servizio, in genere telefonico , è con il responsabile dell’unità. Consente di avere informazioni di carattere generale e si conclude concordando il primo colloquio. Il richiedente viene invitato a presentarsi al Servizio di Accoglienza, possibilmente, con un familiare o con una persona fidata. Nel caso che non si potesse disporre di un referente,l’Associazione individua un volontario.

Primo colloquio. Dopo aver sentito in separata sede l’accompagnatore, il soggetto viene accolto ed invitato a riferire su di sé, il suo vissuto ed in particolare sull’esperienza tossicomanica al fine di effettuare una psicodiagnosi (grado di devastazione causato dall’esperienza tossicomanica, il tipo di rapporto con la/e sostanza/e, vissuti personali, etc.).

Entrambi sono informati del percorso terapeutico ed in particolare delle modalità operative dell’ Accoglienza.

Se la motivazione appare relativamente chiara e soddisfacente, viene definito il “contratto terapeutico” e si concorda l’inizio dell’esperienza. In caso contrario, si rimanda il tutto ai successivi colloqui per aiutare il soggetto a chiarire alcuni aspetti della propria realtà e operare una scelta consapevole e responsabile.

Presa in carico dell’utente. Il soggetto viene a conoscenza delle modalità di svolgimento dell’accoglienza, degli obiettivi e delle regole più importanti da rispettare sia all’interno che all’esterno della struttura.

II contratto terapeutico viene definito con l’utente e descritto al familiare al quale vengono esplicitati gli aspetti più importanti della collaborazione con lo staff.

Se l’utente interrompe il programma, si concede una pausa di riflessione di qualche giorno per consentire di prendere una decisione.

Nel caso che il soggetto decidesse di non continuare l’esperienza, si ridefinisce un nuovo percorso terapeutico tenendo conto delle risorse emotive della famiglia e della diagnosi della tossicodipendenza.

PROGRAMMA SOCIO-RIABILITATIVO DEGLI ALCOLISTI E DELLE LORO FAMIGLIE

 Consta di tre fasi:

  • Colloqui. Vengono effettuati alcuni colloqui (3-4) con l’alcolista, il partner o con una persona che costituirà il riferimento per il percorso terapeutico. L’obiettivo è quello di preparare il soggetto al gruppo-accoglienza in vista del programma socio-riabilitativo. Sono mirati a rafforzare la motivazione all’astinenza dall’alcol.
  • Accoglienza. Ha la durata di circa sei settimane e si svolge in un piccolo gruppo guidato da un operatore e al quale partecipa qualche ex alcolista dei gruppo di terapia. Ha l’obiettivo di mantenere il regime di astinenza e a preparare il soggetto al proseguo del programma.
  • C.A.T. (club alcolisti in trattamento). E’ il gruppo di terapia composto dagli ex alcolisti e dai partner o referenti. Si svolge presso i locali dell’Associazione settimanalmente ed ha la durata di circa due ore.

Il programma socio-riabilitativo ha la durata di circa tre anni. Gli utenti hanno l’obbligo di rispettare le regole finalizzate all’acquisizione di uno stile di vita sano. I partner vengono coinvolti e responsabilizzati alla terapia del soggetto. Al termine del programma è previsto un periodo di circa un anno per il follow­up.

 U.O. di Prevenzione

ATTIVITA’ DI PREVENZIONE

L’Associazione, da sempre, ritiene di non secondaria importanza occuparsi di Prevenzione.

Prevenzione primaria. Uno dei segmenti operativi riguarda la Formazione dei docenti sul versante educativo ed in particolare di prevenzione del disagio giovanile. L’attività è anche rivolta alla fascia di adolescenti 14-20 anni. Vengono proposti ai vari gruppi-classe seminari ed incontri sulla crescita personale e sull’acquisizione di “life skill”. Prevenzione secondaria. Nel settembre 2005 è stato portato a termine un progetto della durata triennale, finanziato dall’Assessorato alla Sanità della Regione siciliana, legge n. 309/90, e rivolto agli assuntori di sostanze stupefacenti nella fase iniziale. Nell’ottobre scorso è stato avviato un analogo progetto triennale, finanziato dall’Assessorato alla Famiglia della regione Sicilia, legge n. 309/90 rivolto alle famiglie e gli assuntori di sostanze in fase iniziale. Sono stati svolti gli interventi di sensibilizzazione dei genitori ed avviati i gruppi d’autoaiuto dei genitori e il Centro d’ascolto.

Rilevazione del grado di soddisfazione

Viene distribuito annualmente agli ospiti un questionario in forma anonima per il rilevamento del grado di soddisfazione. I dati che emergono vengono aggregati ed elaborati ed analizzati dalla dirigenza che ne prende atto.

 

Questionario di soddisfazione dell’utenza

 

1° – Sei soddisfatto della tua permanenza in comunità?  Si       (  )     no      (  )     in parte     (  )

2° – Sei soddisfatto dell’aspetto alberghiero ?                     Si       (  )     no      (  )     in parte     (  )

3° – Sei soddisfatto del vitto ?                                                     Si       (  )     no      (  )     in parte     (  )

4° – Sei soddisfatto delle opportunità terapeutiche ?       Si       (  )     no      (  )     in parte     (  )

5° – Sei soddisfatto dell’assistenza medica ?                         Si       (  )     no      (  )     in parte     (  )

6° – Sei soddisfatto delle attività di svago/ricreative ?    Si       (  )     no      (  )     in parte     (  )

7° – Sei soddisfatto del rapporto con gli operatori ?         Si       (  )     no      (  )     in parte     (  )

8° – Sei soddisfatto del clima generale in comunità ?        Si       (  )     no      (  )     in parte     (  )

9° – Sei soddisfatto dei contatti con la tua famiglia ?         Si       (  )     no      (  )     in parte     (  )

10°-Sei soddisfatto  delle opportunità di socializzazione che la struttura favorisce  con mondo esterno ?

Si   (  )     no          (  )   in parte     (  )

Punteggi:     Si       =       3 PUNTI

 

Punteggi:     no      =       -3 PUNTI

 

Punteggi: in parte  =        1 PUNTO

 

MAX PUNTEGGIO DI SODDISFAZIONE  30 PUNTI

MIN.  PUNTEGGIO DI SODDISFAZIONE       – 30 PUNTI

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1 to “Carta dei servizi”


  1. carmela maccagnano scrive:

    Sono una assistente sociale del SerT ct 2 e sono alla ricerca di una comunità per tossicodipendenti che accolga donne, nella fattispecie una donna di 46 anni che fa uso di cocaina ed ha in atto un provvedimento di allontanamento della figlia minore da parte del T. minori di Catania.
    Mi fate sapere?
    grazie

    Carmela Maccagnano

    0952542640



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