Psiche e perbenisti

PSICHE & SOCIETA di ROBERTO CAFISO DA LA SICILIA DEL 20.5.16

I PERBENISTI : CORTIGIANI RUFFIANI SENZA EPOCA

 

Si può guarire dal perbenismo ? Ammesso che esso sia una malattia i dizionari lo definiscono come un ossequio alle norme convenzionali del vivere, a braccetto tra ipocrisia e conformismo. Altri invece calcano la mano con un evidente giudizio e parlano di un modo di comportarsi ostentato di chi vuol apparire una persona retta , aderendo alle norme della morale comune e dei costumi più condivisi.

 

Il perbenista ha spesso lo scopo di “entrare a corte”, che ai nostri giorni è quello di aderire ed uniformarsi ai dettami della classe sociale dominante. L’ipocrisia sta nel fatto del non essere intimamente persuasi del vangelo professato, ma spinti unicamente dal tentare di accapararsi consensi utili per il proprio tornaconto..

 

Perciò il convenzionalista è fondamentalmente una persona insincera, pronto a pronunciare filippiche e stagliare anatemi contro chi si è macchiato di anticonformismo discostandosi dagli standard del potere . I perbenisti sono anche i cosiddetti parrucconi che affollano molti rami della pubblica amministrazione, pronunciando pareri vincolanti, giudizi inappellabili , sentenze.

 

I perbenisti proteggono un sistema per esserne protetti. Le loro idee più intime non le esternano quasi mai e certamente non in pubblico. Vivono in equilibrio tra l’equivoco di ciò che pensano e tacciono e ciò che dicono, che poi è quello che “va detto”. Spesso sono dichiaratamente moralisti nella sessualità, nel matrimonio, nel rispetto di ogni codice scritto. La loro vita intima tuttavia , al riparo dai riflettori,può proprio per questo tradire discrepanze ed incoerenze su quanto professato.

 

Inclini a colpire duramente ciò che considerano uno scandalo, si comportano come i sacerdoti del tempio, che si strapparono le vesti udendo le parole di Gesù. Sono i custodi delle tradizioni, i templari del “da che mondo è mondo ….” , i crociati dello statu quo, che si rendono disponibili ad abiurare appena i tempi sono … maturi. Non sono cattivi e di fondo neppure infidi. Si definiscono prudenti, ma per lo più non voglio rimetterci un centesimo di tasca propria. Mai controvento. Sempre dentro il gregge, spesso travestiti da pastori. In fondo è ciò che sanno fare e di cui ogni società ha in qualche modo bisogno : un nocciolo duro che resiste all’innovazione trincerati dentro le mura del castello a compiacere il principe come sanno fare i cortigiani.

 

I perbenisti non hanno dubbi su cos’è il male, perché certi di operare nel bene. Hanno spaccato il mondo in due tronconi : buoni e cattivi e senza alcuna esitazione lapidano tutti i “ diversi” che talvolta fingono di biasimare, pur avendo nella propria più intima coscienza un barlume di simpatia e di invidia per costoro. Non sono tuttavia di vero ostacolo al cambiamento perché si rimodulano in fretta per seguire i potenti di turno. Sono storicamente anacronistici perché oggi i dissidenti nel mondo occidentale non rischiano più il carcere e la stessa Chiesa cattolica non scomunica più nessuno per un’idea fuori dal coro. Per questo la loro mission è unicamente quella di allinearsi pedissequamente a chi conta, non importa chi, per non avere neppure il benché minimo fastidio.

 

 

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